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SOTTO LA TOQUE

Salvatore Morello:
Preciso Testardo Ambizioso

Abbiamo sollevato il cappello da cuoco a Salvatore Morello Executive Chef del Ristorante Acquamarina di Catanzaro Lido, che ci ha svelato i suoi segreti: da cosa voleva diventare da grande a ciò che non manca mai nel suo frigorifero

Capita a molti cuochi di scegliere questo lavoro fin dalla giovane età ma per Salvatore Morello è stato qualcosa di più. Non ricorda infatti un giorno in cui non abbia pensato che quello di chef fosse il suo destino, fin dall’infanzia è stato fortemente convinto che la cucina sarebbe stata la sua vita.
A nulla sono serviti i tentativi del papà e degli zii, tutti molto noti come cuochi e pasticceri, di fargli cambiare idea. La sua famiglia conosceva bene i sacrifici ma, quando il papà ha sconsigliato l’alberghiero a Salvatore perché troppo lontano da casa, il ragazzo si è iscritto ad un istituto ancora più distante, dimostrando tutta la sua ferrea volontà.
Così questo ragazzo di Catanzaro ha iniziato un percorso nella sua regione ma presto ha guardato lontano, cogliendo importanti occasioni al nord, in Francia e in Germania. Oltre 12 anni di lavoro duro al top; ha affiancato a lungo il grande Daniel Pape e frequentato le cucine di Alaine Ducasse, Paul Bocuse, Christian Bau, del Vendome e del Fischers Fritz del Regent, fino al recente ritorno a casa.
Decisamente poco diplomatico con chi lavora in modo improvvisato e approssimativo, ma contrario ad ogni forma di prevaricazione e aggressività. Con i suoi ragazzi è generoso e rispettoso, lasciando a tutti la possibilità di crescere, motivando ogni percorso comune.
Il suo motto? Trovare sempre quel qualcosa di imperfetto… perché è questo che ti sprona a migliorare e ad andare avanti.

-Da bambino cosa sognavi di diventare?
Un cuoco

-Il primo sapore che ti ricordi.
Il sugo di pomodoro

-Qual è il senso più importante?
Il gusto

-Il piatto più difficile che tu abbia mai realizzato.
Le pastette

-Come hai speso il primo stipendio?
Per sostenere le spese di uno stage

-Quali sono i tre piatti che nella vita non si può assolutamente fare a meno di provare?
Quelli che cucino io

-Cosa non manca mai nel frigo di casa tua?
Il burro quello buono

-Qual è il tuo cibo consolatorio?
Il Gin Tonic

-Che rapporto hai con le tecnologie?
Pessimo

-All’ Inferno ti obbligano a mangiare sempre un piatto: quale?
La pizza

-Chi inviteresti alla cena dei tuoi sogni?
I miei genitori

-Quale quadro o opera d’arte rappresenta meglio la tua cucina?
Castello e sole di Paul Klee

-Se la tua cucina fosse una canzone quale sarebbe?
Morto mai di Lazza
(photo credit: Kai Müller)

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