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SOTTO LA TOQUE:

Enea Barbanera:
Meticoloso, Sanguigno, Instancabile

Abbiamo sollevato il cappello da cuoco a Enea Barbanera Executive Chef del Ristorante Benedikto e del NUN Relais & Spa Museum di Assisi, che ci ha svelato i suoi segreti: da cosa voleva diventare da grande a ciò che non manca mai nel suo frigorifero
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Enea Barbanera desiderava viaggiare anzi voleva proprio volare, infatti da ragazzo si era iscritto all’Accademia Aeronautica come il nonno che era aviere. Un incidente con la moto ha interrotto il suo sogno ma il piano B è stata la scelta giusta; si è iscritto all’Alberghiero di Assisi e da allora fa volare alta la sua idea di cucina, che parte da una solida conoscenza della tradizione umbra ma anche di quella dell’intera nazione.
Infatti le esperienze all’estero, in Polonia, Kazakistan, Giappone e negli Stati Uniti in particolare lo hanno visto in prima linea nel trasmettere le basi della vera cucina italiana attraverso corsi professionali e collaborazioni con l’Italian Culinary Foundation.
Nato a Costano in provincia di Perugia, si definisce poco diplomatico verso chi cerca scorciatoie e verso gli improvvisati, in realtà è assolutamente amabile e conduce la sua brigata di cucina secondo le regole del rispetto per tutti i ruoli.
Ad Assisi oltre al Ristorante Benedikto, dirige tutta l’offerta del NUN Relais & Spa Museum, con una cucina aperta 24 ore su 24, dal breakfast al light lunch per i frequentatori della Spa al menù snack che viene servito da mezzanotte alle 6 di mattina.
Ma Enea è granitico, niente lo spaventa, è sempre pronto ad accontentare tutte le richieste ed è sempre “affamato” di nuove conoscenze, nuovi produttori, nuove chicche sulle quali costruire piatti indimenticabili.

-Da bambino cosa sognavi di diventare?
Un pilota di aerei

-Il primo sapore che ti ricordi.
Quello della porchetta

-Qual è il senso più importante?
Il gusto

-Il piatto più difficile che tu abbia mai realizzato.
Per mia madre

-Come hai speso il primo stipendio?
In un corso di arte bianca

-Quali sono i tre piatti che nella vita non si può assolutamente fare a meno di provare?
Carbonara, tortellini, pizza

-Cosa non manca mai nel frigo di casa tua?
Verdure di stagione

-Qual è il tuo cibo consolatorio?
La porchetta

-Che rapporto hai con le tecnologie?
In cucina mi tengo sempre aggiornato

-All’Inferno ti obbligano a mangiare sempre un piatto: quale?
Formaggi di capra

-Chi inviteresti alla cena dei tuoi sogni?
Kenshiro

-Quale quadro o opera d’arte rappresenta meglio la tua cucina?
Caravaggio

-Se la tua cucina fosse una canzone quale sarebbe?
“Wish you were here” dei Pink Floyd

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