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SOTTO LA TOQUE:

Ricki Torri:
Stacanovista, Sincero, Concreto

Abbiamo sollevato il cappello da cuoco a Ricky Torri Executive Chef del Ristorante Acquadolce del Villa Luisa Resort & Spa di Torri del Benaco (Bs), che ci ha svelato i suoi segreti: da cosa voleva diventare da grande a ciò che non manca mai nel suo frigorifero

Riccardo, o meglio Ricki, non lo dichiara, ma basta incontrarlo al di fuori della cucina ed ascoltarlo parlare del suo lavoro per accorgersi che è un ragazzo umile e che non osa nemmeno paragonarsi ai tanti colleghi che animano il web e i social sbandierando imprese e conquiste. Eppure ad un occhio tecnico e allenato è lampante che Torri ha la capacità di fare bene, molto bene e si percepisce soprattutto il suo fuoco interiore, la sfida che ogni giorno lancia a se stesso per superarsi e sentirsi soddisfatto di non essersi risparmiato.
Si definisce autodidatta con un filo di rimpianto per non aver avuto la possibilità di girare il mondo e frequentare le migliori cucine ma di gavetta ne ha fatta e le basi le ha studiate, all’Istituto Alberghiero di Gardone Riviera prima e con dei corsi privati in seguito.
In famiglia avevano bisogno di “braccia” per seguire l’azienda del papà ma Ricki Torri non ce l’ha fatta a rinunciare alla cucina e ha seguito la sua strada che lo ha portato nel 2018 ad ottenere l’incarico di Executive Chef del Ristorante Acquadolce inserito in uno splendido resort sul Lago di Garda, dove la sua cucina legata al territorio piace ai gourmet di passaggio e la leggerezza dei suoi piatti è perfetta per completare l’offerta wellness della struttura.

-Da bambino cosa sognavi di diventare?
Da bambino volevo seguire le orme di mio padre e continuare nell’azienda di famiglia, ma il mondo della cucina mi ha sempre incuriosito

-Il primo sapore che ti ricordi.
Un dolce di semolino latte e zucchero che faceva mia nonna

-Qual è il senso più importante?
L’udito,in cucina saper ascoltare è fondamentale

-Il piatto più difficile che tu abbia mai realizzato.
Era una preparazione base,ma la mia inesperienza in quel momento la fece sembrare a dir poco una mission impossible

-Come hai speso il primo stipendio?
Lavorai un estate intera per una consolle professionale da dj

-Quali sono i tre piatti che nella vita non si può assolutamente fare a meno di provare?
una lasagna al ragù,una fiorentina alla brace e gelato artigianale

-Cosa non manca mai nel frigo di casa tua?
Le uova, la loro versatilità ti permette di creare dall’antipasto al dessert
-Qual è il tuo cibo consolatorio?
In effetti se ci penso credo di non averne uno in particolare,dipende molto dal momento

-Che rapporto hai con le tecnologie?
Vorrei avere più abilità con taluni strumenti,ma sbagliando e riprovando nulla è impossibile

-All’ Inferno ti obbligano a mangiare sempre un piatto: quale?
Spero di andare in paradiso,tuttavia sul menù degli inferi scelgo la pizza

-Chi inviteresti alla cena dei tuoi sogni?
Nessun VIP,porterei la mia famiglia,in pochi dicono che a questo mestiere devi regalare molto tempo

-Quale quadro o opera d’arte rappresenta meglio la tua cucina?
Scelgo Modigliani, anche in cucina ci vuole un tocco di sensualità

-Se la tua cucina fosse una canzone quale sarebbe?
“Liberi liberi” di Vasco Rossi

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