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SOTTO LA TOQUE:

Paolo Griffa
Curioso, Preciso, Stupefacente

Abbiamo sollevato il cappello da cuoco a Paolo Griffa, Executive chef del Petit Royal, il ristorante gourmet del Grand Hotel Royal e Golf di Courmayeur, che ci ha svelato i suoi segreti: da cosa voleva diventare da grande a ciò che non manca mai nel suo frigorifero

La sua passione per il mestiere di cuoco non ha mai avuto cedimenti, nemmeno di fronte ai consigli dei professori dell’Alberghiero che lo vedevano portato per lo studio e gli suggerivano di passare al Liceo Classico.
Paolo Griffa invece ha sempre avuto dalla sua un carattere ferreo, disciplinato e irremovibile e ha continuato a percorrere la strada che si sentiva dentro, il desiderio di diventare pasticcere e cuoco ai massimi livelli.
Un percorso professionale straordinario iniziato già a 14 anni in parallelo con la scuola; il primo concorso importante vinto a 18 anni e Davide Scabin che gli affida la pasticceria del Combal.Zero a 19, per poi arrivare a gestire la brigata del Piccolo Lago a 21.
Griffa è cresciuto in una famiglia numerosa dove si mangiava bene, in maniera scelta e curata ma nessuno faceva questo lavoro, lui ha deciso di farlo a modo suo e il motto “Stay hungry, stay foolish” gli calza incredibilmente a pennello, infatti Paolo ha sempre fame… fame di cultura, di bellezza, di arte, di design, che nutre con la lettura, lo studio e i viaggi, vorace di vita e insaziabile di spunti che veicola nella sua cucina e nei suoi dolci sempre in evoluzione.
Perfezionista e meticoloso, ha partecipato a numerosi concorsi, collezionando un medagliere fuori dal comune del quale non ama vantarsi perché la sua unica sfida è quella con se stesso e, ad ogni ostacolo superato, è pronto per affrontarne un altro.
Chi lo conosce bene sa che dentro a questo involucro si cela un animo dolce e cremoso, come quello di alcuni dei suoi adorati cioccolatini, ai quali basta rompere il guscio per farsi sorprendere da un mondo di vellutate scioglievolezze.

-Da bambino cosa sognavi di diventare?
Un Pasticciere, alla fine non sono andato molto lontano.

-Il primo sapore che ti ricordi?
Gnocchi, ravioli, ragù, dolci, cioccolato.

-Qual è il senso più importante?
La vista.

-Il piatto più difficile che tu abbia mai realizzato?
Tutto all'inizio è difficile da fare ma dopo un po’ di prove e modifiche nulla è difficile, basta solo organizzarsi.

-Come hai speso il primo stipendio?
In libri di cucina ovviamente

-Quali sono i tre piatti che nella vita non si può assolutamente fare a meno di provare?
Cioccolato, ragù e gelato

-Cosa non manca mai nel frigo di casa tua?
Lo champagne

-Qual è il tuo cibo consolatorio?
CIOCCOLATO!!!!

-Che rapporto hai con le tecnologie?
Un rapporto di scambio, senza la tecnologia non saremmo dove siamo ora. Non deve sostituire o far svanire la nostra manualità, ci deve aiutare a far meglio nel modo più veloce ed efficace possibile.

-All'inferno ti obbligano a mangiare sempre un piatto: quale?
Il cioccolato.

-Chi inviteresti alla cena dei tuoi sogni?
La Titti.

-Quale quadro o opera d'arte rappresenta meglio la tua cucina?
Un quadro di Mondrian o una scultura di Arnaldo Pomodoro.

-Se la tua cucina fosse una canzone quale sarebbe?
Una colonna sonora di Tim Burton dalla “Fabbrica di cioccolato” a
“Alice in Wonderland”.

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