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SOTTO LA TOQUE:

Nico Scalora
Testardo, Leale, Sognatore

Abbiamo sollevato il cappello da cuoco a Nico Scalora, Executive chef del Naxos Beach Hotel di Giardini Naxos, che ci ha svelato i suoi segreti: da cosa voleva diventare da grande a ciò che non manca mai nel suo frigorifero

Una posizione professionale manageriale, infatti Nico Scalora è da diversi anni Executive Chef del Naxos Beach Hotel, colosso dell’ospitalità per il quale lavora da sempre, quasi un trentennio, con un carico di responsabilità enorme, come si può immaginare quando si ha il timone di una struttura ricettiva che ospita circa 1.500 persone a pieno regime.
Eppure Scalora tiene tutto sotto controllo con una calma e una fermezza che non hanno cedimenti, trasmette la serenità di chi è decisamente tagliato per fare questo lavoro, invece il suo unico cuccio è quello di non avere abbastanza tempo per dedicarsi di più ai fornelli, cucinare gli piace moltissimo e vorrebbe non delegare mai agli altri questo compito.
Lui comunque è sempre molto presente e la sua impronta ha fatto si che il Beach Hotel di Giardini Naxos (ME) diventasse famoso per i tanti servizi a disposizione, per la meravigliosa location, ma soprattutto perché si mangia davvero bene, sia nell’immenso ristorante principale che nel delizioso “Stella di Mare” direttamente sulla spiaggia, dove Nico ha voluto un servizio superiore, dei piatti alla carta curati nel dettaglio e dove riesce spesso a mettere “le mani in pasta” personalmente.
Del mestiere di cuoco ama soprattutto il lato estetico che ha coltivato nell’altra passione della sua vita, l’intaglio vegetale artistico del quale è stato più volte campione italiano ma senza particolare spirito competitivo, il fatto che è che ogni volta che è stato spinto a partecipare ha sbancato il medagliere.
Durante la stagione invernale, quando dovrebbe riposare, vive invece una seconda professione, tenendo corsi di intaglio metodo Taj a livello superiore pur essendo un autodidatta.
In Thailandia, intrattiene da anni rapporti di corrispondenza e scambio e vanta diversi lavori pubblicati nel sito dell’Istituto Nazionale di Bangkok.

-Da bambino cosa sognavi di diventare?
Un pompiere perché l’idea di aiutare le persone e salvare vite umane mi affascinava.

-Il primo sapore che ti ricordi.
Le melanzane che mia madre cucinava in tutti i modi, fino a farmene stancare!

-Qual è il senso più importante?
La vista. Cerco la bellezza in tutto ciò che faccio.

-Il piatto più difficile che tu abbia mai realizzato.
Inizialmente tutto può essere difficile ma con la passione ogni cosa diventa più facile.

-Come hai speso il primo stipendio?
E’ servito a pagare le prime rate dell’auto tanto desiderata.

-Quali sono i tre piatti che nella vita non si può assolutamente fare a meno di provare?
La parmigiana, gli spaghetti al pomodoro e la mia caponata.

-Cosa non manca mai nel frigo di casa tua?
Le fragole.

-Qual è il tuo cibo consolatorio?
La maionese. Per questo non la tengo mai in dispensa, ne abuserei!
-Che rapporto hai con le tecnologie?
La tecnologia mi affascina ma potrei migliorare… tutto sommato direi che il rapporto è buono.

-All’ Inferno ti obbligano a mangiare sempre un piatto: quale?
Il pesce crudo, per me una tortura infernale!

-Chi inviteresti alla cena dei tuoi sogni?
Inviterei un’amica artista che stimo molto e che è la mia musa.

-Quale quadro o opera d’arte rappresenta meglio la tua cucina?
La Primavera del Botticelli.

-Se la tua cucina fosse una canzone quale sarebbe?
“The Sound of Silent” di Simon & Garfunkel e “Stairway to Heaven” dei Led Zeppelin. Due brani che mi hanno accompagnato sin dall’infanzia.

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