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SOTTO LA TOQUE:

Giuseppe Postorino
Leader, Adrenalinico, Sicuro

Abbiamo sollevato il cappello da cuoco a Giuseppe Postorino, chef del Ristorante Da noi in a Milano, all’interno del Magna Pars Suites, che ci ha svelato i suoi segreti: da cosa voleva diventare da grande a ciò che non manca mai nel suo frigorifero.

Raramente capita di parlare con uno chef che, fin da giovanissimo, si è appassionato alla professione di cuoco a 360°, oltre alla creatività, alla conoscenza delle materie e delle tecniche, ha compreso, fatto sue e ora ama tutte le fasi manageriali della gestione del lavoro.
Dallo sviluppo progettuale del piatto, al calcolo meticoloso del food cost, ai tasting, alla regia del lavoro e della brigata, tutto declinato sui “grandi numeri”, perché Giuseppe Postorino ha iniziato da subito a pensare in grande, con due anni importanti a Bruxelles nella catena Rocco Forte Hotel e poi appassionandosi ai ristoranti dei grandi alberghi milanesi.
Un sogno quindi, quello di entrare a fare parte fino dall’apertura del ristorante del primo Hotel à Parfum del mondo, Il Magna Pars Suites, progetto unico di luxury hospitality, Postorino troverà così la sua dimensione al “Da noi in”, come Sous-chef prima e come Executive dal 2017.
La sua è una famiglia di ferrovieri e lui è stato il primo ad aver cambiato direzione ma in realtà la sua è un’indole da “locomotiva”, forte, instancabile e trainante, nei ritmi sostenuti ci sguazza e riesce a dare il meglio, impegna il tempo libero praticando diversi sport; bici, nuoto, tennis, immersioni, crossfit, corsa, insomma teme la noia più della fatica.
E la cosa più sorprendente è quello che riesce a comunicare con la sua cucina… eleganza, poesia e originalità.

-Da bambino cosa sognavi di diventare?
Appena mi fu posta per la prima volta la domanda risposi senza indugio “LO CHEF”, esattamente non ricordo cosa mi portò a decidere così in maniera precisa e decisa la strada che avrei percorso ma all’epoca come oggi sono sempre più convinto che sia stata la scelta giusta.

-Il primo sapore che ti ricordi.
Più che un sapore il mio primo ricordo è un profumo, quello del sugo che cuoceva la mattina della domenica in casa, con pezzi di carne, salsicce e polpette. Un gran ricordo che ancora, dovessi risentirlo, mi farebbe tornare indietro nel tempo.
Era destino: Oggi mi esprimo creando i miei piatti in un mondo all’insegna del profumo, il Ristorante DA NOI IN è all’interno dell’Hotel Magna Pars Suites Milano, il primo Hotel à Parfum del mondo.

-Qual è il senso più importante?
L’olfatto. Con l’olfatto ancor prima del gusto si possono trasmettere sensazioni e evocare ricordi che suscitano un primo contatto con la persona che sta degustando il piatto.

-Il piatto più difficile che tu abbia mai realizzato.
La spaghetti al pomodoro perché è necessario capire la giusta maturazione del pomodoro, la giusta acidità, il giusto equilibrio, un piatto che nella sua semplicità ha sempre suscitato in me una sorta di morbosa attrazione per la sua esecuzione che prescinde dalle mode del momento, un piatto che merita rispetto e conoscenza. Sempre presente in carta

-Come hai speso il primo stipendio?
Ricordo che con il primo stipendio andai in un negozio di vestiti e comprai capi firmati e scarpe di moda che sognavo da tanto. Ma, nello stesso giorno, acquistai anche una serie di coltelli: lo strumento del mio mestiere. Una prima grande soddisfazione per una “spesa fatta” con il frutto del mio lavoro.

-Quali sono i tre piatti che nella vita non si può assolutamente fare a meno di
provare?
Spaghetti al pomodoro, Pizza, Prosciutto crudo e mozzarella di Bufala

-Cosa non manca mai nel frigo di casa tua?
Pomodorini freschi (in qualsiasi momento una persona deve sempre potersi fare una spaghetti al pomodorino fresco)

-Qual è il tuo cibo consolatorio?
La frutta, amo la frutta in maniera viscerale.

-Che rapporto hai con le tecnologie?
Diciamo che ho un buon rapporto, faccio parte ancora di quella generazione che si “apre” alle nuove tecnologie e si aggiorna più che volentieri.

-All’ Inferno ti obbligano a mangiare sempre un piatto: quale?
RIGATONI ALLA CARBONARA

-Chi inviteresti alla cena dei tuoi sogni?
Mia moglie, la persona che fino ad oggi ha sempre avuto fiducia in me e che sempre mi ha sostenuto nelle mie scelte e nelle difficoltà che il mio mestiere comporta.

-Quale quadro o opera d’arte rappresenta meglio la tua cucina?
“Composizione A di MONDRIAN”, pittore che attraverso le sue opere esprime ordine, tecnica e precisione. Con la sua forma d’arte mi ha sempre trasmesso una certa tranquillità e pragmaticità nel suo stile lineare e senza fronzoli. Quindi a rappresentare una cucina di “espressione” esteticamente d’impatto ma che comunque cerca di essere “vera e di gusto” senza troppi incursioni che vadano a complicare il gusto e la sostanza.

-Se la tua cucina fosse una canzone quale sarebbe?
“Blowin In The Wind” di Bob Dylan

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